Chi sono

Candidata Sindaco per il comune di Como alle elezioni del 6 e 7 maggio 2012 per la lista Ecologisti e reti civiche.

Nata a Como nel 1962. Laureata in Architettura e insegnante di Progettazione all’istituto Statale d’Arte per l’arredamento di Lomazzo. Membro del consiglio nazionale degli Ecologisti e Reti Civiche, responsabile regionale dei Verdi e portavoce dei Verdi di Como, è stata consigliera comunale dal 2002 al 2007 e membro della Commissione urbanistica Comune di Como. E’ promotrice di progetti ambientali nelle scuole, del Parco Canile della Valbasca e del Piano del Verde della città di Como. Impegnata in progetti di cooperazione internazionale a sostegno dei minori in difficoltà.



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venerdì 5 marzo 2010

Formigoni attacca i Verdi

Come un bambino di 4 anni colto con le mani nella marmellata, Formigoni dice bugie incolpando altri delle sue nefandezze. Invece di fare responsabilmente ammenda agisce su 2 fronti paralleli, ugualmente inquietanti: da una parte mette le più alte istituzioni e cariche dello Stato sotto pressing per la emanazione di una leggina ad hoc di sanatoria delle sue irregolarità, dall’altra spara nel buio per infangare l’avversario.Il pasticcio tutto lombardo e’ tutto interno al centrodestra che si deve assumere le sue responsabilità , non e’ colpa dei giudici “ comunisti” ne’ dei Verdi di Como .Sparando nel buio non poteva cogliere bersaglio più sbagliato: mi pare, infatti, che i cittadini abbiano per 3 settimane visto i Verdi comaschi nei mercati , quasi quotidianamente , a cercare le firme. Circa 2000 sottoscrittori possono testimoniare di aver dato la propria firma alla lista dei Verdi, di aver incontrato e parlato con i Verdi ai banchetti mentre non mi sembra che questa si possa dire di altre liste,soprattutto quelle del signor Formigoni.Perché gettare fango i Verdi Como?Immagino che il signor Formigoni abbia preso a caso una ad una le liste dei 3 alleati della coalizione avversa da attaccare, una del PD a Lecco , una di Italia dei Valori a Varese., una de Verdi a Como.Poi per pura sfortuna nel delirante attacco non poteva beccare lista meno adatta ai suoi scopi.Certamente i Verdi sia a livello locale che regionale danno molto fastidio e rappresentano un avversario che e’ meglio togliersi dai piedi: a fronte di una disastrosa condizione ambientale della nostra regione, dalle paratie di Como agli scempi delle rive del Lario , al disastro del Lambro , all’inquinamento dell’aria , la cementificazione selvaggia del territorio, strade e autostrade che distruggono il territorio e via dicendo i Verdi rappresentano una voce di dissenso forte che e’ meglio non avere tra i piedi nel prossimo consiglio regionale.Le accuse del signor Formigoni sono precise e attengono alla mancanza di date e luoghi di certificazione e poiché sono ASSOLUTAMENTE FALSE stiamo valutando una denuncia per diffamazione , anche se in questi giorni ci piacerebbe che gli elettori potessero sentire parlare di cosa i politici voglio fare per la Lombardia e non degli artifizi per nascondere le irregolarità del centrodestra.La nostra lista e’ stata già vagliata con cura, soprattutto sugli spetti formali (timbri, date e luoghi) dagli organismi competente e abbiamo un verbale di validazione che e’ atto pubblico consultabile. Il tribunale di Como e’ molto competente ed ha fatto un lavoro molto scrupoloso, tanto scrupoloso da determinare per un mero errore di trascrizione la esclusione personale della candidata Borgianni una candidata riconosciuta sul territorio che si e’ molto impegnata in un mese di banchetti e raccolta firme . Nonostante il rammarico e il danno abbiamo accettato il responso dei tribunali senza gettare fango sugli altri per una questioni di cultura del rispetto delle regole.Ovviamente per trasparenza siamo disponibili a visionare i moduli assieme al sig. Formigoni, invito esteso anche agli organi di stampa come testimoni , con la clausola che per ogni modulo provvisto correttamente di luogo e data di autenticazione Formigoni chieda scusa in ginocchio . Forse centinaia di piegamenti gli abbasseranno la cresta.
Elisabetta Patelli - Presidente regionale dei Verdi

venerdì 19 febbraio 2010

UNA CLAMOROSA E VERGOGNOSA BEFFA:LA LOMBARDIA FORMIGONIANA ABBANDONA GLI ANIMALI

Dopo mesi di lavoro serio , appassionato e generoso da parte delle associazioni animaliste-ENPA, LAV e GAIA in testa- assieme ad altri esperti e la produzione di una proposta seria ed efficace per combattere il randagismo e tante forme di maltrattamento il Consiglio regionale fa saltare il banco, disertando ripetutamente le sedute di Commissione. Si tratta di un vero e proprio “ abbandono istituzionale” per migliaia di cani e gatti , per le persone che se ne occupano , per le famiglie lombarde(una su tre) che vivono con animali di affezione.

La stessa Consigliera regionale Monica Rizzi (Lega Nord), relatrice del provvedimento, non si è nemmeno presentata in commissione e nei giorni scorsi ha anzi esternato perplessità sull’efficacia del lavoro della Consulta. Tutto il Gruppo Lega Nord è risultato assente anche nelle precedenti convocazioni della Commissione

La Consulta Regionale formata da animalisti ,esperti, rappresentanti istituzionali e di categoria, in mesi di lavoro ha elaborato una buona proposta per oltre 6 milioni di euro che la Regione avrebbe dovuto utilizzare per il finanziamento del “Piano Triennale Regionale di educazione sanitaria e zoofila, controllo demografico della popolazione animale e prevenzione del randagismo”.

Tale proposta avrebbe finanziato interventi educativi nelle scuole, l'avvio di Uffici Diritti Animali nei Comuni e nelle Province, la copertura di parte delle spese per gli interventi di sterilizzazione di cani nei canili, gatti liberi e anche di animali di proprietà,il risanamento dei canili esistenti e la costruzione di nuovi rifugi.

La Lombardia e' stata l’ultima regione a dare attuazione-con un ritardo di 15 anni - alla L.281/91 istitutrice dei fondi e nel frattempo gli stanziamenti sonol ievitati fino alla quota di 6.148.800 euro. Evidentemente ci devono molti interessi sommersi verso una somma cosi’ cospicua e il destino degli animali di affezione poco ci azzecca.

Ora per lo sblocco dei fondi statali si dovra’ attendere la prossima legislatura.

Ci impegniamo da subito affinche’ il prossimo Consiglio Regionale possa inserire in via prioritaria il Piano Triennale “randagismo” nel proprio calendario dei lavori

Elisabetta Patelli Presidente Verdi della Lombardia

giovedì 18 febbraio 2010

PM 10 alto e nessun serio provvedimento per cambiare rotta.

I sindaci di Milano e Torino, Moratti e Chiamparino, propongono ai colleghi della Pianura Padana di fermare le auto il 28 febbraio. La richiesta ha lo scopo di ridurre i livelli di inquinamento delle città di Piemonte, Lombardia, Veneto e Emilia Romagna per affrontare insieme la lotta allo smog.
Pur confermando che le giornate senza auto restano un provvedimento di emergenza e ben altre sono le scelte strutturali da adottare per risolvere il problema, chiediamo agli Amministratori lombardi di aderire alla inizativa senza se e senza ma. La salute pubblica, infatti, è rimasta troppo a lungo esposta a livelli di inquinamento elevati, una azione ampia e coordinata è il minimo che si deve fare. Una boccata d'aria in attesa di scelte serie e durevoli. Un serio piano integrato delle infrastrutture lombarde che inverta la attuale tendenza a scaricare verso i capoluoghi tonnellate di auto richiederebbe una competenza e volontà politiche che i nostri attuali Amministratori non mostrano di avere, ma oltre alla domenica ecologica dovrebbero optare anche per altre azioni efficaci. Una delle quali,molto semplice, presente nel programma della coalizioni per Penati a cui i Verdi aderiscono, e' l’integrazione tariffaria a livello regionale per utilizzare i diversi mezzi pubblici con un solo biglietto.

Elisabetta Patelli - Presidente Verdi della lombardia

giovedì 7 gennaio 2010

No al bidone atomico in territorio comasco

Le decisione del Governo di riaprire il nucleare nonostante il referendum del 1987 , nel quale piu’ dell’80% dei votanti espresse la ferma volontà di uscirne ,è una scelta scellerata che porta il paese in un pericoloso vicolo cieco: una tecnologia rischiosa,impattante,costosa , con tempi lunghi di realizzazione che impegna decine di migliaia di miliardi di soldi pubblici per arrivare a coprire il 6/7% del fabbisogno italiano annuo.E’ difficile condurre il dibattito sui pericoli del nucleare, in un confronto nel quale gli studi scientifici (che pure esistono) sugli effetti di alte e basse radiazioni vengono sistematicamente negati da una irriducibile sicumera senza prove. E’ più facilmente dimostrabile come il nucleare sia un clamoroso flop, non ecologico , non conveniente non economico. Un bidone atomico. L’idea che il nucleare sia economico e porti a ridurre i costi per l’utenza è pura propaganda: i costi veri di un KWh da produzione elettronucleare, la sicurezza delle centrali, la gestione dei rifiuti radioattivi e lo smantellamento (decommissioning) degli impianti, la loro sicurezza tecnologica e militare comportano infatti costi elevatissimi, L’apparente basso costo del KWh in alcuni paesi del nucleare, in Francia ad esempio, è dovuto esclusivamente all’intervento diretto e indiretto dello Stato. Inoltre vengono sottratte risorse preziose al campo delle tecnologie in grado di ridurre le emissioni , all’efficienza energetica e alle rinnovabili. Insomma a quella green economy che sta portando fuori gli altri paesi dalla crisi mondiale ,creando nuove reali opportunità di occupazione(ad oggi in Germania tra diretto e indotto ha portato lavoro a circa 250.00 addetti). Per il momento il nucleare che Berlusconi e Scajola hanno depositato sotto l’albero il 22 di dicembre avvia la farraginosa macchina per l’individuazione dei siti e fissa le succulente compensazioni economiche (anticipabili) per “oliare” le comunità. Compensazioni ingenti che riguardano sconti sulle bollette, premi, sconti e sgravi fiscali , che non avrebbero ragione d’essere se l’ affermazione che il nucleare e’ ecologico e sicuro fosse vera anche per chi la sostiene. Gli investimenti ingentissimi che stiamo sacrificando al nucleare e pure i corposi incentivi economici a beneficio delle comunità consenzienti usciranno dalle nostre tasche . Ennesima fregatura per gli Italiani i quali mai e poi mai vedranno i benefici di tale impresa. Il dettagli del bidone atomico, al di la’ dei soldi promessi, è rimandato –ovviamente - a dopo le regionali. Chissà mai che qualcuno si accorga prima della fregatura. In questi giorni, parallelamente alla candidatura da parte del presidente Zuccoli della regione Lombardia come regione ideale e il lancio di A2A (socia della nostra Acsm) nel nucleare, sono arrivate da territorio segnali di preoccupazione e sono riemerse vecchie ipotesi persino di costruzione di impianti in area Pian di Spagna, nonché di deposito scorie nelle cave della provincia Noi riteniamo che al momento l’insediamento di impianti nucleari in territorio comunale sia molto improbabile, abbastanza difficile sul territorio provinciale, mentre il “giro” delle scorie, sia lecito che illecito, e l’utilizzo del nostro bacino idrico per rifornire centrali dislocate altrove é una ipotesi assolutamente possibile... Il nucleare è assetato in modo perpetuo di acqua: le centrali nucleari francesi usano il 40% delle risorse idriche consumate su tutto il territorio nazionale, in media per un reattore da 1.000 MW servono oltre 2,5 milioni di metri cubi di acqua al giorno. Una quantità rilevante anche per l’Italia, visti anche gli scenari futuri sugli impatti dei cambiamenti climatici che prevedono una consistente riduzione delle risorse idriche nel nostro Paese! Il nucleare usa molta acqua e ininterrottamente per cui è necessario gestire i bacini come riserve perpetue: la nostra preoccupazione riguarda quindi anche il possibile utilizzo del nostro lago, come serbatoio d’acqua per il funzionamento di impianti dislocati anche al di fuori del territorio provinciale. Oltre allo scempio delle paratie, sono noti infatti i danni che una gestione strumentale dei livelli del Lario ha gia’ procurato e procura alle nostre rive. Siamo pienamente consapevoli che il Governo intende procedere sia per attrazione economica, date le corpose compensazioni stanziate, sia per imposizione contro la volonta’ degli Enti e delle popolazioni locali, riteniamo tuttavia che una precisa scelta da parte del territorio sia una atto rilevante che attiva ulteriori responsabilità a carico del Governo centrale. Con questo spirito alcune Regioni, molti Sindaci e Presidenti provinciali si stanno attivando per far sentire la loro volontà e quella dei cittadini che amministrano. Per rutto quanto sopra abbiamo deciso di da presentare in Consiglio comunale una mozione urgente che impegna Sindaco e Giunta) a confermare (esiste una precedente delibera dei Verdi del 1986) Como“territorio comunale denuclearizzato”, in quanto indisponibile non solo all’insediamento in territorio comunale di impianti ad energia nucleare per fissione di materiali radioattivi ma anche al deposito definitivo e temporaneo di materiali radioattivi anche di bassa attività, materiali arricchiti o impoveriti, scorie radioattive, materiali allo stato solido, liquido o gassoso contaminati da fonti radioattive e derivanti dalla filiera della produzione di energia nucleare) in quanto rappresentanti del capoluogo provinciale,a sostenere presso l’Amministrazione provinciale la totale contrarietà all'ipotesi di scelta di localizzazione nel nostro territorio provinciale di impianti nucleari e di depositi definitivi o temporanei di scorie radioattive da nucleare). Impedire lo sfruttamento e la gestione delle acque del lago per usi diretti o indiretti delle centrali nucleari dentro e fuori il nostro territorioAbbiamo inoltre deciso di mandare al Presidente Carioni, agli Amministratori e al Consiglio provinciale un documento in cui chiediamo lo stesso impegno preciso ad escludere la provincia da qualsivoglia attività legata alla produzione di energia da nucleare e deposito scorie, sia temporaneo che definitivo, a garanzia dei cittadini residenti, di tutti i nostri turisti e delle generazioni future che vivranno nel nostro territorio.

Roberta Marzorati
Elisabetta Patelli